SIRENA DISPERATA
Le porte dell'ascensore si aprono
una sirena disperata
nel torrido calore siculo
mi sta aspettando.
Son qui per dirti una cosa triste:
dal mare sono stata rapita
qui trascinata, a forza alimentata
di flebo e medicine.
Anelo la mia acqua azzurra, il pesce
fresco in tavola di roccia imbandita
decorata di alghe e coralli,
la libertà di movimento.
Non disperare del debole corpo,
donato da un dio quel dì distratto,
è solo un umano involucro
per una essenza d'anima sì forte.
© Pia Deidda 2026

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