Ciao Pia, ho letto con molto piacere ed estremo interesse quello che tu hai definito una sorta del proseguo di Atzeni "...passavamo sulla terra leggeri", sto parlando ovviamente di "...e cantavamo alla luna". L'ho trovato di una realtà così fantastica da poter essere collocata nell'attuale quotidiano. Siccome mi interesso di teatro (come autore) e l'ho fatto per anni, grazie all'amica regista Susanna Mameli, anche come attore dilettante, mi sono immaginato in scena a rappresentare la tua opera. Basterebbero due (al massimo tre) personaggi: un cronista, una vecchia e un ragazzo. A me sembra scritta proprio per essere rappresentata in un sito archeologico (magari in tour) della Sardegna. Se l'hanno già fatto, chiedo scusa, altrimenti bisognerebbe farlo urgentemente, certamente non da me che oramai non ho più né la forza e né la salute, però mi piacerebbe assistere alla rievocazione di un frammento della nostra storia che tu descrivi in maniera eccellente. Ciao, a presto, e...a quando il prossimo libro?
sabato 22 marzo 2014
Ancora su "E cantavamo alla luna"
Ringrazio Giulio Mameli che mi scrive su Facebook:
Ciao Pia, ho letto con molto piacere ed estremo interesse quello che tu hai definito una sorta del proseguo di Atzeni "...passavamo sulla terra leggeri", sto parlando ovviamente di "...e cantavamo alla luna". L'ho trovato di una realtà così fantastica da poter essere collocata nell'attuale quotidiano. Siccome mi interesso di teatro (come autore) e l'ho fatto per anni, grazie all'amica regista Susanna Mameli, anche come attore dilettante, mi sono immaginato in scena a rappresentare la tua opera. Basterebbero due (al massimo tre) personaggi: un cronista, una vecchia e un ragazzo. A me sembra scritta proprio per essere rappresentata in un sito archeologico (magari in tour) della Sardegna. Se l'hanno già fatto, chiedo scusa, altrimenti bisognerebbe farlo urgentemente, certamente non da me che oramai non ho più né la forza e né la salute, però mi piacerebbe assistere alla rievocazione di un frammento della nostra storia che tu descrivi in maniera eccellente. Ciao, a presto, e...a quando il prossimo libro?
Ciao Pia, ho letto con molto piacere ed estremo interesse quello che tu hai definito una sorta del proseguo di Atzeni "...passavamo sulla terra leggeri", sto parlando ovviamente di "...e cantavamo alla luna". L'ho trovato di una realtà così fantastica da poter essere collocata nell'attuale quotidiano. Siccome mi interesso di teatro (come autore) e l'ho fatto per anni, grazie all'amica regista Susanna Mameli, anche come attore dilettante, mi sono immaginato in scena a rappresentare la tua opera. Basterebbero due (al massimo tre) personaggi: un cronista, una vecchia e un ragazzo. A me sembra scritta proprio per essere rappresentata in un sito archeologico (magari in tour) della Sardegna. Se l'hanno già fatto, chiedo scusa, altrimenti bisognerebbe farlo urgentemente, certamente non da me che oramai non ho più né la forza e né la salute, però mi piacerebbe assistere alla rievocazione di un frammento della nostra storia che tu descrivi in maniera eccellente. Ciao, a presto, e...a quando il prossimo libro?
domenica 16 marzo 2014
Poesia di Pia Deidda "Ora del tè"
https://www.facebook.com/pia.deidda/posts/10202513216664627?notif_t=like
Ora del tè
Sorseggio
aspre si porgono le note di testa
- non mettere il limone! -
mi hai sempre detto.
La porcellana tintinna
appena sfiorata dai denti.
Sorseggio
si esaltano le note di cuore
sanno di muschio e more
dominano la leggerezza dell'acqua.
La porcellana tintinna
appena sfiorata dal piattino.
Sorseggio
dolci si porgono le note di coda
- non mettere lo zucchero! -
mi hai sempre detto.
La porcellana tintinna
appena sfiorata dal cucchiaino.
©
Pia Deidda 2014
giovedì 13 marzo 2014
Mario Casagrande e "Il palloncino bianco" all'Associazione Nosu Impari
Non prendete impegni il 6 aprile nel pomeriggio perchè ospiteremo Mario Casagrande e il suo romanzo "Il palloncino bianco" nella sede di Via Reiss Romoli. Si parlerà di una storia drammatica e avvicente vissuta fra la Tunisia e la Sardegna. Si parlerà di una mallattia rara che colpisce i bambini e dell'Associazione SMA nata per aiutarli.
giovedì 27 febbraio 2014
L'isola dei nuraghi e il Mediterraneo
Aspettavo tutto ciò da anni e anni e anni. Mi accontentavo di una paginetta sgarruppata nel volume n.1 di Storia dell'Arte. E forse nemmeno un cenno nel libro di Storia dei colleghi...
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-18d7a358-7a4c-4c43-b3c8-efcdaa83e6c2.html
SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELL’ETRURIA MERIDIONALE
MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA
Sala della Fortuna
26 febbraio 2014, ore 17
L’isola dei nuraghi e il Mediterraneo tra II e I millennio a.C.
Conferenza di Franco Campus
In coincidenza della mostra La Sardegna dei 10.000 nuraghi. Simboli e miti dal Passato mercoledì 26 febbraio alle 17 nella Sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia si terrà la conferenza di Franco Campus dal titolo L’isola dei nuraghi e il Mediterraneo tra II e I millennio a.C.
Le ricerche archeologiche condotte in Sardegna e nel bacino del Mediterraneo negli ultimi venti anni hanno confermato il ruolo dell’isola quale trait d’union nelle rotte commerciali fra Oriente e Occidente durante l’età del Bronzo (II millennio a.C.).
Grazie a nuove scoperte sul campo e agli studi di numerosi giovani ricercatori, è ormai tramontata la ricostruzione che vedeva i Nuragici quale popolo di pastori e agricoltori dediti alla guerra in un contesto di continua belligeranza fra le diverse tribù.
L’idea di un’isola chiusa all’interno dei propri confini naturali è stata completamente ribaltata in una nuova prospettiva decisamente più articolata in cui il mondo nuragico ricopre un ruolo da protagonista nello scenario culturale europeo fra XIV e IX sec. a.C.
Uno scenario caratterizzato da una fitta rete di relazioni commerciali fra popolazioni, scambi di idee che producono evoluzione e innovazioni fondamentali soprattutto nel campo tecnico e sociale.
La conferenza di Franco Campus, uno degli ideatori della mostra che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 16 marzo, illustrerà i tratti salienti della società cui si deve la realizzazione dei simboli oggetto dell’esposizione.
venerdì 21 febbraio 2014
Pro Ucraina
E non voler più che accada
- di questa terra siamo tutti padroni -
dono elargito
per esser spartito
non da pochi fagocitato
e digerito.
© Pia Deidda 2014
sabato 8 febbraio 2014
E' davvero stata abolita la storia dell'arte?
E' davvero stata abolita la storia dell'arte?
Una mia ex allieva mi scrive allarmata: "Salve professoressa! come sta? E' davvero stata abolita la storia dell'arte?".
Non è l'unica, altri mi hanno scritto in questi giorni.
Stanno girando da giorni link e blog con questa notizia. Ma attenzione: non è notizia dell'ultima ora! E' la famosa riforma Gelmini che ha portato a questo già da alcuni anni! In molti ordini di scuola è stata abolita, in altri ridotte le ore d'isegnamento, già dall'anno scolastico 2008/2009.
E adesso vi accorgete che l'Arte è stata minata? Dove eravate quando siamo scesi in piazza per protestare contro la riforma Gelmini?
Risposta mia su Facebook:
E invece sì, dal 2008, con la Riforma Gelmini in molti ordini di scuole la Storia dell'Arte è stata tolta, in altri ordini di scuole sono state diminuite le ore. E ve ne accorgete adesso. Adesso che la ministra Carrozza ha chiesto in Parlamento di tornare indietro a questa decisione e le hanno risposto: picche! Ma noi insegnanti di Storia dell'Arte abbiamo chiesto la solidarietà dei cittadini e delle famiglie. Ma inutilmente. E adesso? Vi accorgete che il numero di ore è diminuito? MA SVEGLIATI ITALIA!!!
Ecco alcuni dei blog ai quali mi riferivo, ma ne girano tantissimi sul web. Alcuni chiariscono cosa è realmente successo in questi giorni:
http://www.ilpost.it/2014/02/06/abolizione-storia-dellarte-scuola/
http://www.bloggokin.it/2014/02/05/abolita-la-storia-dellarte-in-italia/
http://www.ilmediano.it/apz/vs_art.aspx?id=8295
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