venerdì 16 ottobre 2015
Le mie interviste: Mariangela Corda per "L'alba delle janas"
Le mie interviste: Mariangela Corda per "L'alba delle janas"
http://www.medasa.it/le-interviste-di-pia-mariangela-corda/
http://www.medasa.it/le-interviste-di-pia-mariangela-corda/
mercoledì 30 settembre 2015
Intervista a Silvano Vargiu in Medasa
Una mia intervista all'attore Silvano Vargiu in Medasa:
http://www.medasa.it/le-interviste-di-pia-silvano-vargiu/
http://www.medasa.it/le-interviste-di-pia-silvano-vargiu/
mercoledì 9 settembre 2015
Voglio coniare un nuovo termine: malismo
VOGLIO CONIARE UN
TERMINE NUOVO: MALISMO
o quando l'informazione
viene utilizzata per fomentare l'odio razziale.
Tanta cattiva informazione
gira su internet, ma spesso notizie false o ingigantite nella loro
portata vengono utilizzate dai quotidiani senza che ci sia da parte
dei giornalisti una verifica della loro fondatezza.
Queste informazioni rigirano
poi su internet rafforzate dall'importanza che rivestono certe
testate giornalistiche e diventano concime mediatico che fomentano
comportamenti negativi nel lettore già predisposto a reagire senza
criticità.
Per fare un esempio voglio
mettervi al corrente di una notizia apparsa sulla Nuova Sardegna il 2
luglio 2015:
SASSARI,
RAGAZZA AGGREDITA E PICCHIATA SUL BUS
Il grave episodio è accaduto all’altezza di Corte Santa Maria:
protagonista un passeggero senza biglietto che poi è scappato.di Salvatore Santoni
L’aggressione. A quel punto, la ragazza sarebbe stata presa di mira dall’extracomunitario: «Mi è venuto incontro fino al posto dove ero seduta e ha iniziato a schiaffeggiarmi e a prendermi a pugni: Nessuno di quelli che erano presenti sull’autobus è intervenuto in mia difesa. Mi sono rivolta all’autista, ho chiesto che cosa dovessi fare. E mi ha risposto di chiamare la polizia».
Telecamere. Le telecamere a bordo del mezzo dell’Atp hanno ripreso tutta la scena, la ragazza ha chiamato la centrale operativa del 113 e ha raccontato dell’aggressione. Prima che la pattuglia potesse arrivare in zona, però, l’uomo è sceso insieme alle tre donne alla fermata del Vialetto. La ragazza ha chiamato il 118 e si è fatta accompagnare al pronto soccorso. Ora chiede a chi era presente sul bus di testimoniare. Indaga la polizia. (g.b.)
La notizia gira su vari siti web, molti di questi sassaresi. Gira su facebook. Addirittura una fonte dà la notizia che la ragazza è stata picchiata a sangue. Reazioni sul web: apriti cielo! Potete immaginare: al rogo in piazza, via dalla Sardegna i neri, fuori tutti i negri da Sassari, se ne devono andare, ecc.
Una ragazza testimone oculare scrive nei commenti smentendo e sminuendo quanto accaduto, ma sembra che a nessuno interessi il suo intervento, ormai la notizia ha fatto colpo e viene condivisa. Vi posto questa testimonianza che ridimensiona l'accaduto e lascio a voi giudicare.
Commenti:
3 luglio
Eleonora Sid Virdis
Ero presente durante l'accaduto, e devo dire che la tua descrizione della vicenda non appartiene del tutto alla verità. Il gesto dell'uomo, senza dubbio sbagliato, è avvenuto in seguito a dei tuoi continui attacchi, o affermazioni che diciamo lo colpivano in prima persona, essendo lui oltretutto munito di un titolo di viaggio, che ha anche mostrato. Lo schiaffo, seppure sicuramente forte e doloroso, è stato UNO, preceduto da un “coglione” da parte tua, e seguito da un tuo schiaffo sulla sua schiena. La reazione dell'autista è stata sicuramente sbagliata, in quanto egli non si è dimostrato capace di svolgere il suo ruolo. Inoltre ci tengo a sottolineare che non puoi chiedere una reazione da parte di altre persone, maggior parte ragazzi, di fronte ad un uomo che ha già dimostrato di non saper controllare la rabbia, quando oltretutto il ragazzo vicino a te (fidanzato o amico) non ha mosso neanche un dito. Detto ciò spero che tu abbia la giustizia che comunque meriti, perchè è giusto così, ma sei un po' passata dalla parte del torto scrivendo “sporco negro”, espressione totalmente inadatta, poiché la reazione che ha avuto l'uomo potva appartenere anche a un uomo qualsiasi sassarese, o come dite a un uomo bianco.
Foto: Rosa Parks
Trovate voi le differenze: Sardegna 2015 – Montgomery (USA) 1955
mercoledì 2 settembre 2015
Lezione d'arte. Prima lezione: perchè non capiamo l'arte contemporanea.
Lezione d'arte
Prima lezione: perchè non capiamo l'arte contemporanea.
Dedicata a tutti coloro che nell'arte ricercano il realismo e la perfezione e dileggiano l'arte contemporanea.
Poi arrivarono i borghesi della fine del XVI secolo (soprattutto nelle Fiandre) e dissero:"Anche noi vogliamo appendere quadri alle pareti come i Re e la Chiesa!". Ma avevano case più piccole dei nobili, erano ignorantelli anche se facevano bene di conto, non avevano una cultura tale per capire metafore e allegorie e mitologia, molti di loro erano anche protestanti e inorridivano nel vedere scene sacre, avevano una visione del mondo molto pragmatica e poco astratta e quindi capivano solo il realismo, da bravi uomini che si erano fatti da sè amavano coloro che se la cavavano bene con il lavoro: chiaro, reale, ben eseguito, di assoluta perfezione.
Nacquero così i quadri da parete incorniciati, a olio, di piccole dimensioni, con tematiche comprensibili * come nature morte, paesaggi, vita quotidiana, ma, soprattutto, quadri di grande perfezione formale, fatti a regola d'arte, proprio perfetti, realistici quel tanto che basta per non pensare tanto.
Prima lezione: perchè non capiamo l'arte contemporanea.
Dedicata a tutti coloro che nell'arte ricercano il realismo e la perfezione e dileggiano l'arte contemporanea.
Poi arrivarono i borghesi della fine del XVI secolo (soprattutto nelle Fiandre) e dissero:"Anche noi vogliamo appendere quadri alle pareti come i Re e la Chiesa!". Ma avevano case più piccole dei nobili, erano ignorantelli anche se facevano bene di conto, non avevano una cultura tale per capire metafore e allegorie e mitologia, molti di loro erano anche protestanti e inorridivano nel vedere scene sacre, avevano una visione del mondo molto pragmatica e poco astratta e quindi capivano solo il realismo, da bravi uomini che si erano fatti da sè amavano coloro che se la cavavano bene con il lavoro: chiaro, reale, ben eseguito, di assoluta perfezione.
Nacquero così i quadri da parete incorniciati, a olio, di piccole dimensioni, con tematiche comprensibili * come nature morte, paesaggi, vita quotidiana, ma, soprattutto, quadri di grande perfezione formale, fatti a regola d'arte, proprio perfetti, realistici quel tanto che basta per non pensare tanto.
martedì 14 luglio 2015
Una mia intervista a Carmen Salis
Una mia intervista a Carmen Salis
http://www.medasa.it/le-interviste-di-pia-carmen-salis/
http://www.medasa.it/le-interviste-di-pia-carmen-salis/
mercoledì 8 luglio 2015
Rispettate i vostri figli
Rispettate i vostri figli. Hanno il diritto di considerare la loro vita
cosa privata. Non andate a spiattellare al mondo intero i loro meriti,
perché in questo modo li trattate alla stregua della macchina nuova, o
della casa bella, che mettete in mostra di fronte agli amici.
Soprattutto, non usate i vostri figli come oggetti che aumentano il
vostro desiderio di arrivismo. Piuttosto, lodateli e amateli nel
privato, con amore e affetto. E, se qualcuno di loro non rispetta il
progetto che avete voi della vita: bei voti, successo, vittorie,
sappiate che forse avete solo un figlio normale al vostro fianco. Perché
da un uomo e da una donna normale quale voi siete nascono raramente dei
geni. E ogni qualvolta siete tentati di osannare in pubblico il vostro
figlio genio o normale che sia, ricordatevi che a fianco avete un altro
figlio o figlia o amico o conoscente che stanno facendo fatica ad essere
all'altezza di questo progetto d'uomo. E poi, la vita è lunga, e spesso
le cose si ribaltano inevitabilmente. E, forse, quel ragazzo tanto
osannato troverà più fatica perché non è stato aiutato e abituato a
vivere eventuali fallimenti.
(Pia Deidda, insegnante e madre)
(Pia Deidda, insegnante e madre)
recuperare la sua identità
"Insistere
nel dire che l'essere umano è immagine di Dio non dovrebbe farci
dimenticare che ogni creatura ha una funzione e nessuna è superflua.
Tutto l'universo materiale è un linguaggio dell'amore di Dio, del suo
affetto smisurato per noi. Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di
Dio. La storia della propria amicizia con Dio si sviluppa sempre in uno
spazio geografico che diventa un segno molto
personale, e ognuno di noi conserva nella memoria luoghi il cui ricordo
gli fa tanto bene. Chi è cresciuto tra i monti, o chi da bambino sedeva
accanto al ruscello per bere, o chi giocava in una piazza del suo
quartiere, quando ritorna in quei luoghi si sente chiamato a recuperare
la sua identità".
dall'enciclica di papa Francesco "Laudato sì"
foto di Donatella Sulis, panorama d'Ogliastra visto da Lanusei
dall'enciclica di papa Francesco "Laudato sì"
foto di Donatella Sulis, panorama d'Ogliastra visto da Lanusei
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