sabato 21 maggio 2016

Mozione Alternanza Scuola Lavoro al Liceo Umberto I di Torino

Mozione presentata da due terzi dei docenti del Collegio Docenti del Liceo annesso al Convitto Nazionale "Umberto I" di Torino riguardo l'Alternanza Scuola Lavoro.

Al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini,
al Sottosegretario Davide Faraone,

come docenti del Liceo Classico Europeo e del Liceo Scientifico Internazionale annessi al Convitto Nazionale “Umberto I” di Torino ci rivolgiamo alle SS.VV. dopo un confronto avuto in merito alle problematiche sorte nella programmazione dell'Alternanza Scuola Lavoro.
Sono emerse alcune considerazioni e proposte che vogliamo condividere con Voi e che ci portano a inoltrare una richiesta:

Il Liceo, già di per sé, è scuola atta a formare studenti che hanno come obiettivo l'Università. Il mondo del lavoro viene visto slittato di alcuni anni rispetto agli Istituti tecnici o professionali. Fare esperienza nel mondo del lavoro al Liceo vuol dire trovarsi fra cinque anni in una realtà che velocemente è cambiata.

L'esperienza Alternanza Scuola Lavoro fatta al Liceo non è reale ma è una simulazione, perché non si tratta di vera modalità lavorativa fatta di responsabilità, contratto, stipendio; l'esperienza fatta dallo studente quindi non è lavoro (perché non pagato), non è volontariato (perché non scelto nella libertà), non è apprendistato (perché non si sta formando un tecnico o persona che si forma in quel campo), ma resta in una forma ibrida che spesso interferisce con gli obiettivi del Liceo che devono essere soprattutto formativi della persona in competenze, conoscenze e abilità di più ampio respiro culturale.

L'offerta di lavoro deve essere di qualità. Portare a regime tutte le classi comporta una offerta che non sempre è presente sul territorio per soddisfare tutte le richieste delle scuole. Noi pensiamo alla nostra realtà torinese - che sembrerebbe ricca di imprese o luoghi di lavoro preposti ad attività culturali - ma anche alle varie realtà italiane dove tali possibilità sono decisamente inferiori.

Come docenti dell'Umberto I chiediamo dunque di ridiscutere l'Alternanza Scuola Lavoro, ascoltando soprattutto i veri attori della sua attuazione: docenti e studenti. Chiediamo altresì che nei Licei il numero di 200 ore, che ci sembra sopravvalutato rispetto ai punti trattati sopra, vada ridimensionato a 100.

Il Collegio Docenti dell' ”Umberto I” di Torino.

TORINO, 18 maggio 2016

lunedì 16 maggio 2016

Una mia intervista al maestro Guido Scano


http://www.medasa.it/le-interviste-pia-guido-scano/


domenica 8 maggio 2016

Poesia di Pia Deidda "A mia madre"

 A mia madre


Mamma,
spero che quel sorriso ironico, tuo vanto
nei confronti delle ideologie del mondo
- regola dell'umana debolezza -
sia stato capito dagli angeli.
E auspico che tu abbia
beatamente sperimentato
la visione di quella trascendenza
vissuta in sottile modalità agnostica
insicurezza al tuo, al mio, domani.
Perchè io ti voglio reincontrare
lassù in Paradiso.


© Pia Deidda 2016

giovedì 3 marzo 2016

Poesia di Pia Deidda "Sentirsi ostaggio"

SENTIRSI OSTAGGIO

In questo mondo
d'inaudita violenza
sentirsi ostaggio.

Gravoso oltraggio
ad una vita intesa
ideale di pace.

© Pia Deidda 2016


 foto da web

sabato 20 febbraio 2016

Conferenza di Giovanni Masala "I Shardana" di Ennio Porrino

Allora, manca una settimana al nostro evento al Teatro Isabella di Torino dove abbiamo ospite Giovanni Masala esperto di Ennio Porrino grande compositore di musica lirica di un nostro recente passato. Nella conferenza si parlerà dell'opera lirica di Porrino "I Shardana". Un modo per conoscere al contempo una grande opera lirica e l'antica storia sarda nuragica.

Vi aspettiamo numerosi.


Ingresso libero fino a completamento dei posti.


mercoledì 17 febbraio 2016

Poesia di Pia Deidda "In itinere"

In itinere

Sei mortal, effimera
vicino un idealista
che non comprendi
eppur sfiorato hai tu il Mistero.
Sei cosciente che il cuore porta
oltre, ma corpo e mente restano
fermamente ancorati
ad un pesante presente.
Tremendo vivere sapendo
che non si amerà mai abbastanza.


© 2016 Pia Deidda


Gabriele Münter, Donna riflessiva, 1917

lunedì 15 febbraio 2016

Perchè scrivo?

Perchè scrivo? Questa domanda me l'avete sentita porre altre volte e avrete sentito anche le mie risposte.
Scrivere. Un piacere sottile. Al posto di un pennello o di una bacchetta d'orchestra. Scrivere.

Senza velleità, come pittore della domenica o direttore di una banda di un paesino. Scrivere.
Scrivere. Perchè amo la parola scritta. Luogo dove mi sento a mio agio.

E poi arrivano messaggi così che mi indulgono a dire: continua.

Scrivere anche solo per quei pochi, ma importanti lettori, che mi leggono e mi hanno saputo ascoltare fra le righe che ho lasciato.

" (...) Ma ho anche trovato il tempo di leggere con piacere "L'ultima jana" (una favola deliziosa nella sua mescolanza di elementi fantastici e concreti) e "E cantavamo alla luna" (un'ispirata reivocazione di un passato lontano e mitico). Mi complimento per la tua scrittura che mi ha fatto trascorrere delle belle ore. Un abbraccio, Margherita".

Grazie Margherita Oggero, per me un onore condito di commozione.