domenica 29 dicembre 2013

Poesia di Pia Deidda "Per se' celato"

PER SE' CELATO

a R.


Non aveva percorso strade incerte,


dritta era andata alla meta,


impervio risultò il cammino,


fu facile l'inciampo,


dell'imprevisto ne fece esperienza 


per non cadere nell'umano errore


cedere, dunque, al male.


Ciò che non le era consentito,


nemmeno esprimere,


tenne per sé celato.

 

© Pia Deidda 2013



 


                                                    Amedeo Modigliani, Il vestito nero, 1918

lunedì 16 dicembre 2013

Associazione Nosu Impari di Torino pro Olbia









Il 22 dicembre l’Associazione Nosu Impari di Torino

 sarà presente all’ evento natalizio 

organizzato dalla Circoscrizione 5 del Comune di Torino 

in Via Reiss Romoli 45

dalle 14,30 alle 19,30

con il Gruppo di Ballo Folk Nosu Impari

artisti e artigiani che esporranno i loro lavori 

il cui ricavato sarà devoluto 

alla scuola materna Santa Maria del 3° Circolo di Olbia 

rimasta gravemente danneggiata 

durante l'alluvione del novembre scorso









Poesia di Pia Deidda "Avvento"


AVVENTO


Scelte di vita al confine del mondo

ma il cuore al suo centro

aspettando l'evento

fattosi promessa di un cambiamento

ricco di eterna bellezza.



© Pia Deidda 2013




Dipinto di Enrico Benaglia, Natività, 2011

venerdì 22 novembre 2013

Giovanni Donna D'Oldenico nella Parrocchia di Santa Caterina a Torino



Ho scoperto un grande scrittore. Vive a Torino, è medico legale, sposato con 9 figli. Uomo di grande sensibilità e fede, abile narratore. Siamo riusciti ad organizzare un incontro con lui: vi aspetto!!!

La Parrocchia Santa Caterina da Siena vi invita a una serata di conversazione con 
Giovanni Donna D'Oldenico 
autore di tre romanzi: Polvere, Giusto e Dodici.


Venerdì 13 Dicembre ore 21,00
presso il Salone polivalente della
Parrocchia S.Caterina da Siena
via Sansovino n. 85 - Torino








giovedì 14 novembre 2013

Poesia di Pia Deidda "Fermarsi ad ascoltare"



FERMARSI AD ASCOLTARE

Se solo si potesse

fermarsi ad ascoltare
poetesse dalla voce flebile
sedute in disparte,
sentire i loro versi
emergere vibranti
in giochi di parole
toccanti, soltanto
a questo cuore arido
confinato nel silenzio
di penna narcisa e sterile.


© Pia Deidda 2013



dipinto di Nicoletta Tomas Caravia , Sognatrice , 2012


mercoledì 2 ottobre 2013

Spesso mi scrivono lettori (devo dire in questo caso più lettrici) per dirmi che le mie poesie piacciono ma alcuni versi le lasciano spiazzate nel suono. Trovano certi passaggi fastidiosi perché stridenti. Dissonanze non accettate e capite.

Così rispondo:
Ci può essere incompatibilità di "suono" fra versi? Certo, e perché no? Soprattutto se questo stridore concorda con la ricerca metaforica nel verso. Il contrasto darà fastidio all'udito ma scuoterà l'animo.

Ma basterebbe leggere qualche grande poeta dall'Ottocento ad oggi per capire che è discorso vecchio...

Poesia di Pia Deidda "Cadenzo con te la mia esistenza"

CADENZO CON TE LA MIA ESISTENZA


Pianta solitaria sul balcone
ogni estate stremata mi aspetta
di steli secchi avvizzita
avida beve assetata.
Acqua presenza di vita
breve anelito di linfa
riprende l'attività carnosa
sempre si rinnova.
Come ogni agosto io ritorno qui
e cadenzo con te la mia esistenza
sulla giostra del tempo
che inesorabile passa.



© Pia Deidda 2013


Dipinto di Hassam Childe


domenica 8 settembre 2013

Poesia di Pia Deidda "Mi basta"

MI BASTA



Lo sai? Mi inebri.

Basta un tuo tocco

di pensiero.

Poeta non sei

se non di gesti.




© Pia Deidda 2013





 Dariusz Grajek, Coppia d'innamorati



"La poesia ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci romba nell'anima e di placarlo, di trasformarlo nella suprema calma dell'arte".

Antonia Pozzi, poetessa, Milano 1912-1938


giovedì 29 agosto 2013

Contro la guerra in Siria di Gino Strada


Contro la guerra in Siria
di Gino Strada

«Questo dunque è il problema che vi presentiamo, netto, terribile e inevitabile: dobbiamo porre fine alla razza umana oppure l'umanità dovrà rinunciare alla guerra?»
Lo scrivevano Bertrand Russell e Albert Einstein nel 1955.

Sono passati quasi sessant’anni, ma l’umanità non ha ancora rinunciato alla guerra. Anzi, ancora una volta, viene presentata come l’unica opzione possibile per mettere fine a un conflitto.
Non lo è. L’abbiamo visto con i nostri occhi in Iraq, in Afghanistan, in Libia: le guerre “per la pace” hanno solo alimentato altra violenza e in questi Paesi i civili continuano a morire, ogni giorno.

Ai morti già causati dalla guerra in Siria se ne aggiungeranno altri, perché scegliere le armi oggi significa decidere sempre, consapevolmente, di colpire la popolazione civile: nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime sono sempre bambini, donne e uomini inermi.
Centinaia di migliaia di persone hanno già abbandonato la Siria per cercare rifugio nei Paesi vicini. Li abbiamo incontrati anche in Sicilia, dove i nostri medici stanno garantendo le prime cure ai profughi che stanno sbarcando sulle coste di Siracusa.

In tutti questi anni abbiamo visto che la guerra è sempre l’opzione più disumana, e inutile.
Chiediamo che l’Italia rifiuti l’intervento armato e si impegni invece per chiedere alla comunità degli Stati l’immediato intervento diplomatico, l’unica soluzione ammissibile secondo il diritto internazionale, l’unica in grado di costruire un processo di pace che abbia come primo obiettivo la tutela della popolazione siriana, già vittima della guerra civile.

L’umanità può ancora decidere di rinunciare alla guerra: difendere e praticare i diritti umani fondamentali è l’unico modo per costruire le basi per una convivenza pacifica tra i popoli.



mercoledì 28 agosto 2013

Poesia di Pia Deidda "Il mare portava sulla riva sorprese"

IL MARE PORTAVA SULLA RIVA SORPRESE
(a Gemma)

Dopo la mareggiata 
il mare portava sulla riva sorprese,
curiosa osservavo i regali
donati dal dio dei marosi.

Trovavo con gran meraviglia
della madreperla conchiglie
frammenti di rosso corallo
bianchi e scarni ossi di seppia
radici contorte e nodose
matassine intrecciate e cuscini di alghe.

Oggi emerge la solitaria conchiglia,
una sola, una sola mi basta,
la bellezza mi vien così offerta offuscata
in mucchi di artificiali residui,
oggetti di questa società
alfine opulenta nella sua povertà.

© Pia Deidda 2013





Frederic Leighton
Greek girl picking up pebbles by the sea
 1871


giovedì 22 agosto 2013

Catena Fiorello a Castelbuono parla anche di me: grazie!

Grazie Catena Fiorello!

Catena parla di me...
(0:33)
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=TIJq5-Ug3qE#t=31


Qualche giorno fa, era il 3 agosto a Castelbuono (PA), durante la presentazione del suo libro "Dacci oggi il nostro pane quotidiano", Catena Fiorello, mentre rispondeva ad una domanda sulla "ricerca della fama e del successo", mi ha chiamato in causa (con mia grande sorpresa e stupore e commozione - io ero fra il pubblico) come esempio di una persona che da quello che scrive, specialmente su FaceBook, ama la propria professione d'insegnante e lo fa con la stessa passione con cui scrive e parla della sua Sardegna, dicendo che invidia un po' il mio modo di amare e di parlare della mia terra. Si è appagati senza ricerca dei riflettori puntati.

E' vero Catena, si è felici e appagati facendo bene e con passione la propria professione, o scrivendo storie (spesso regalandole sul blog o qui su FB) e parlando (lo so tante volte lo faccio con enfasi) con amore della propria terra d'origine.

Però Catena, credimi, sentendoti parlare traspare chiara e lampante la tua vera e autentica sicilianità.

Grazie Catena!


mercoledì 24 luglio 2013

Poesia di Pia Deidda "Non sono viaggiatrice"


Non sono viaggiatrice


Non chiedetemi perché non mi senta viaggiatrice

lasciate che stazioni nel mio mondo.

Conciliare la ricerca del bello diviene affanno

delle opere dell'uomo percepisco forte il grido

trasudano lotte e passioni estreme

contrade antiche la memoria è infissa.

Non chiedetemi perché non mi senta viaggiatrice

di questa vita faccio già grande fatica.



© Pia Deidda 2013

(ringrazio Monica Arianna Zanetti per i preziosi consigli)


Siena: una pausa

lunedì 22 luglio 2013



Stamattina ho ricevuto questo bel regalo. Un grazie a Patrizia Poli e Ida Verrei e al loro blog "Signora dei filtri".

http://signoradeifiltri.overblog.com/il-meglio-di-laboratorio-di-narrativa-pia-deidda


Signora dei filtri è un Laboratorio di narrativa ed è anche su FaceBook
https://www.facebook.com/signora.deifiltri.3?fref=ts



sabato 20 luglio 2013


Stargate
o, solo i sogni ti consentono ciò che la vita ti nega.

Non racconto i miei sogni, raramente lo faccio e solo in famiglia, per giunta. Non tedierei mai i miei amici con il mio onirico. Non lo faccio già con le poesie e i racconti?
Non amo rivelare i miei sogni, non solo perché al risveglio di rado li ricordo, ma proprio perché dopo Freud ci vuole un bel coraggio a mettersi così a nudo.
Posso solo dire che i pochi sogni che al mattino riesco a rievocare sono dei veri propri film d'azione dove alle immagini e ad una perfetta sceneggiatura si uniscono effetti speciali, suoni, colori e, ho l'impressione, anche odori.
Il sogno fatto qualche notte fa lo voglio però raccontare, svela (ri-svela?) una parte di me che ormai in tanti conoscete. Non c'è bisogno di Freud per interpretarlo.

Ero all'aperto, in alto (un monte? sicuramente in Sicilia), vicino a me un uomo, mio marito. L'aria tersa e cristallina ad un certo punto si trasforma sulla nostra sinistra. Diventa un vortice leggero e luminoso più consistente e denso dell'aria intorno. Ci chiediamo perplessi e impauriti cosa possa essere. Incomincia a vibrare e ad aprirsi come un tunnel fatto d'azzurro. Mio marito vi tira un sasso dentro e lo vediamo partire lontano veloce, oltre, non sappiamo dove, ma sparisce.
Dico: E' uno stargate! - Un varco spazio temporale! - Andiamo? - No! - Dai proviamo, rischiamo? - No! - Io andrei...
Indecisa sul da farsi vedo però una persona che si sporge dal tunnel e mi allunga la mano: Allora vieni? Dai! Guarda che non resterà aperto ancora per molto - Sì! - Dove vuoi andare? - In Sardegna, dove se no?
Mi protendo e vengo risucchiata dal vortice. Mi ritrovo in un attimo in una località marina conosciuta. Sono accovacciata sotto un pino, molto stordita e incredula. Una persona che conosco, a me molto cara ma che non sento da tanto tempo, mi dice sconcertata: Ma Pia sei tu? Cosa ci fai qui? - Volevo venire in Sardegna...


© Pia Deidda 2013

foto: http://www.panoramio.com/photo/4801611

mercoledì 3 luglio 2013

"Sostava inerme" poesia di Pia Deidda


Sostava inerme



Sostava inerme a osservare

infrangersi l'onda,

immoto proseguiva il tempo

viaggio immemore del ricordo.


Non sapevo se interrompere


quel fluire lento,


ogni parola è vana

se insondabile il pensiero vaga.




© Pia Deidda 2013






dipinto di Carlo Carrà, Donna al mare , 1931

lunedì 1 luglio 2013

La compagnia Nosu Impari ad Alessandria il 23 giugno 2013



Alcune foto per ricordare la giornata al 
Circolo Sardo "Su Nuraghe" di Alessandria 
alla festa di Sant'Ignazio del 23 giugno 2013.





















martedì 11 giugno 2013

Poesia di Pia Deidda, "Non solo noi"

NON SOLO NOI


Non solo noi in questo mondo,

trabocchetto infido 


d' inconcludenti incertezze.


Dell'esistere insieme


facciamo nostro scudo,


riparo dagli inganni.


Mi affido alla tua presenza


in vicendevole intesa.




© Pia Deidda 2013



MARC CHAGALL, Veduta dalla finestra, 1915

domenica 26 maggio 2013

Dammi un'onda
giocherò sulla cresta
farò surf
sul ricordo di essa.



© Pia Deidda 2013




dipinto di Paolo Vallone "Onde a Maratea"




martedì 21 maggio 2013

NO INVALSI - Dialogo in una scuola qualunque in una landa qualunque

NO INVALSI - Dialogo in una scuola qualunque in una landa qualunque.
Professore 1: Ohhhhh nooooo non ne posso più di questa correzione INVALSI, sono stanchissimo. E' da due giorni che lavoriamo.
Professore 2: Non è una correzione ma è una immissione di dati informatizzata. Un lavoro di segreteria, per intenderci.
Professore 1: Va bhè, chiamala come vuoi. Però sono ore che lavoro.
Professore 2: Non retribuite.
Professore 1: Ma sono nelle 40+40 che dobbiamo.
Professore 2: Ma con questo ultimo Collegio Docenti sono ultimate. Non avevi ore da dare in più.
Professore 1: Ah! Mi è stato detto...
Professore 2: Ti è stato detto... Ma non ti sei informato?
Professore 1: Sì, certo! Ho un amico sindacalista.
Professore 2: Dei Cobas? Dei Cub?
Professore 1: Non della Cisl.
Professore 2: Ah!
Professore 1: Ma tu perché sei qui e non a correggere?
Professore 2: Perché sono contro gli INVALSI, l'altro giorno ho anche scioperato. E ho anche compilato il modulo dove spiegavo le mie ragioni. Sono tutelato dalla legge e dal sindacato. Comunque non si dice correggere...
Professore 1: Ma gli INVALSI sono obbligatori! E' stato detto dal Preside!
Professore 2: Perché la scuola ha aderito, ma non è nelle competenze della funzione insegnante. Non è un lavoro che ricade nei nostri doveri di insegnamento. Non è nel contratto. E poi gli INVALSI sono un organo esterno che ti sta facendo fare a te un lavoro gratis. Ma quale categoria di lavoratori fa un lavoro non retribuito?
Professore 1: Senti non me la sento in questo momento personale critico di affrontare discussioni con il Preside. Sai ho dei problemi personali.
Professore 2: Va bene. Allora perché ti lamenti?


lunedì 20 maggio 2013



Una cosa è avvistare la costa
una cosa è l'approdo.

© Pia Deidda 2013

 Dipinto di David James (1853-1904)

venerdì 17 maggio 2013

Catena Fiorello al Salone del Libro di Torino 2013

Catena Fiorello al Salone del Libro di Torino 2013


Spazio Casa Book Cook
16 maggio 2013
ore 15

Come ben sapete, da quello che avete potuto leggere finora di me, non ho mai amato e avuto degli "idoli" mediatici. Sapete anche che non ho la TV e che non amo le pagine patinate di moda. Quindi, se vi parlo di Catena Fiorello, dei suoi libri, della sua ottima scrittura, della sua simpatia, energia, semplicità, sensibilità, sto parlando della donna Catena, non della sorella di, non della donna che può accedere ai mass media, non della donna che ha maggiore visibilità sulle riviste. Catena l'ho conosciuta inizialmente, non solo perché già amica di mio fratello Antonio Deidda, attraverso la lettura di "Picciridda". Fra le righe di quel romanzo trovai la penna di una donna che sapeva guardare il mondo con occhi sensibili e attenti. Ho avuto poi modo, conoscendola, di verificare che dietro quella bella penna c'era una donna vulcanica di una grande sensibilità e intelligenza, di un grande rigore intellettuale e professionale. Ecco perché consiglio la lettura di "Picciridda", "Casca il mondo casca la terra" e "Dacci oggi il nostro pane quotidiano". Leggeteli! E ve lo dice una che per puntiglio rifugge sempre dalla lettura dei best sellers.






Foto di: Gianpiero Pisanello, Francesca Braghero, Elena Girola

venerdì 3 maggio 2013

Chiamami memoria / perché solo questo sarò.

Chiamami memoria
perché solo questo sarò.

© Pia Deidda 2013




dipinto di Zoey Frank - Sail, 2012

Poesia di Pia Deidda "A chi amar non sa"


A chi amar non sa

Amor avrei dato
e ancora e ancora.
Testimone fu il tempo fuggevole
del mio imbrigliante egocentrismo
che rese possibile solo l'oblio.

© Pia Deidda 2013





dipinto di Edward Pustovoitov

sabato 27 aprile 2013

Altri personaggi di "E cantavamo alla luna"


Un'allieva del primo anno dell'Istituto Flora di Torino mi ha chiesto:«Perché ha parlato di una storia parallela a quella della sacerdotessa Airam, la storia di Eliet e Akruet? Perché inserire una storia d'amore?».
Airam è la continuazione della tradizione, è la memoria storica che non deve morire, e Ineles lo sarà per lei. E lo saranno le figlie delle figlie. Eliet e Akruet sono simbolo della famiglia che procrea. Sono il popolo sardo che non sarà estinto dalla dominazione romana. E' una nota positiva nell'atrocità della guerra e della violenza.

Qui di seguito un brano del dialogo che intercorre fra alcune donne, scampate dopo la violenza subita dai soldati romani, mentre sono sulla Grande Montagna (Gennargentu) ospiti di una tribù amica.

- Abbiamo sofferto tutte tanto.
- Sì Lenar, abbiamo patito tanto tutte.
- Ma adesso si ricomincia.
- Certo! Si ricomincia a vivere.
- Ma, a vivere come, Tanet? Chi ci vorrà in queste condizioni? Se non ero appetibile prima come moglie figuratevi adesso.
- Non dire così Lenar, non hai sentito Arit? Ha detto che troverà una soluzione non solo per te, per me, per noi, ma anche per tutte le donne rimaste vedove.
- Ah già, qui in Barbaria ci sono tanti uomini....
- Sei sempre la solita Lenar!
- Sono solo realista.
- Guarda sta arrivando Eliet con il bambino.
- Quanto è bello!
- Almeno lei ha una esistenza felice segnata ....
- L'avremo anche noi, vedrai.
- Sì, certo, l'avremo anche noi...



PIA DEIDDA, E cantavamo alla luna, Zènìa, 2011, (12,50 euro)
Genere: storico-epico
Airam, ultima sacerdotessa di un antico culto lunare nuragico officiato in Ogliastra, vive il dolore di non aver ancora avuto una figlia femmina alla quale tramandare i suoi poteri divinatori e oracolari. La consapevolezza della fine del suo mondo diventa più concreta all'arrivo dei romani che si impongono come conquistatori e dominatori.


giovedì 11 aprile 2013

Un racconto di Pia Deidda "L'eroe del paese"

I racconti della buona notte di zia Pia a Valentina e Zoe

L'EROE DEL PAESE

In un paese non tanto lontano da qui, in un tempo non tanto lontano da ora, ma forse sì, arrivarono un giorno un gruppo di giganti. A contarli bene erano dieci. O forse di più. Erano uomini alti, possenti, con grandi spalle e vestiti di cuoio con borchie. Portavano capelli lunghi e tatuaggi. A vederli mettevano tanta paura.
Arrivarono a piedi sulla strada statale, perchè loro avevano un passo lungo e gambe forti, agili e muscolose. Riuscivano a percorre miglia e miglia in poco tempo. Non usavano mai né auto, né cavallo, né calesse.
Arrivarono in paese sul far del pomeriggio. Tutti scapparono urlando appena li videro e si rintanarono nelle loro case chiudendo bene gli usci a più mandate di chiave nella serratura. Nascosero i bambini in cantina e gli averi in soffitta. Sbirciavano dalle persiane socchiuse incuriositi, però.
Videro che i giganti entrarono dentro la locanda ed ebbero paura per le sorti del barista e degli avventori che erano rimasti là dentro. Pensarono tutti che si doveva fare qualcosa per salvare il barista, per salvare gli avventori, per salvare l'intero paese. Il paese era in pericolo.
Ma in quel paese abitava un giovane molto impavido, valoroso e ardito. Conosciuto da tutti per le sue doti di temerarietà. Appena sentì le urla si precipitò con il suo cavallo bianco e mentre si dirigeva in centro da dietro le persiane le persone lo misero al corrente del pericolo che stavano vivendo.
Non ebbe paura il nostro bel giovane e si diresse subito davanti al bar.
«Uscite di lì, se avete coraggio», gridò a gran voce.
I giganti, che erano seduti tranquilli al tavolino a sorseggiare un aperitivo, si guardarono in faccia e si chiesero chi fosse mai quel tipo che li stava chiamando. Loro in quel paese non conoscevano nessuno.
Uscirono insieme dal bar ma, appena si resero conto di quel che succedeva, si ritrovarono un bastone che, muovendosi velocemente, li randellava in testa.
Il nostro giovane era abilissimo con mazze, bastoni e clave; in mano a lui vorticavano talmente velocemente che non si riusciva più a distinguerne la forma. Non si riusciva a distinguere bene nemmeno il giovane, tanto si agitava frenetico.
I giganti se la diedero a gambe veloci veloci lungo la strada statale. Nessuno li vide più in quel luogo.
Tutti i concittadini uscirono dalle loro case esultando. Lo portarono in trionfo fin sulla piazza del Municipio. Iniziarono ad elogiare il giovane, le sue virtù, la sua impresa. Dissero che avrebbero innalzato una statua nel bel mezzo della piazza, che gli avrebbero dedicato una via, che gli avrebbero elargito una rendita a vita. Proclamarono anche una festa, una ricorrenza per ricordare quel giorno memorabile in cui il giovane aveva fatto scappare i paurosi giganti.
Era un eroe. Era diventato l'eroe del paese.


In un altro paese, a distanza di anni, un gruppo di amici seduti ad un tavolo del bar ancora raccontano di quella volta che erano passati in un paese e si erano fermati per riposarsi e bere in una locanda e furono chiamati fuori in strada da un giovane e costretti a fuggire in quanto presi, chissà perchè, a randellate.


© Pia Deidda 2013





foto tratta da web

domenica 7 aprile 2013

Cosa ha scritto Pia Deidda





Il mio scrivere

Romanzo “Rubia”
PIA DEIDDA, Rubia, Fabriano Edizioni, 2007, (8 euro). 
Il ricavato è interamente devoluto all'Associazione Amici di Hierapolis, per le attività di ricerca 
sostenute negli scavi archeologici della città.
Genere: storico
Rubia è un racconto lungo ambientato a Hierapolis di Frigia (attuale Pammukale) nella seconda metà del 1° sec. d.C.. 
Hierapolis in questo periodo è in fase di ricostruzione dopo che un fortissimo terremoto l'ha quasi 
completamente distrutta nel 60 d.C. In questa città, dove si lavora alacremente, si intesse la storia d'amore fra i due protagonisti Flavio Zeusi, ricco imprenditore, e la schiava Maximilla.
Questa storia d'amore diviene pretesto narrativo per parlare della città antica, descrivere alcuni dei
suoi monumenti principali, gli usi e i costumi del tempo, conoscere una delle attività produttive più
redditizie: la tintura vegetale (rubia tinctorum) della lana nel colore rosso che faceva concorrenza alle pregiate lane rosse fatte sulle coste del Libano, antica Fenicia, con le costose murici.

Romanzo “L'ultima jana”
PIA DEIDDA, L'ultima jana, Fabriano Edizioni, 2008, (10 euro)
Genere: fiaba
Cicytella è diversa dalle sue sorelle fate-streghe e ci accompagna in una storia fantastica e passionale, che si snoda fra fornelli, piatti prelibati e succulenti della cucina sarda, prodotti dell'artigianato, feste e ricorrenze, indimenticabili paesaggi, in una lontana Sardegna medievale e pur ancora a noi vicina nelle sue tradizioni e nella sua bellezza. L'autrice, ispirandosi ad una leggenda che si racconta nelle grotte Is Janas a Sadali, ha creato una favola piena di sentimento, a volte umoristica, a volte ironica, sicuramente intrisa di amore e di nostalgia per una terra antica piena di fascino come la Sardegna.

Romanzo “E cantavamo alla luna”
PIA DEIDDA, E cantavamo alla luna, Zènìa, 2011, (12,50 euro)
Genere: storico-epico
Airam, ultima sacerdotessa di un antico culto lunare nuragico officiato in Ogliastra, vive il dolore di non aver ancora avuto una figlia femmina alla quale tramandare i suoi poteri divinatori e oracolari. La consapevolezza della fine del suo mondo diventa più concreta all'arrivo dei romani che si impongono come conquistatori e dominatori.

Interviste:
http://scribacchiniperpassione.blogspot.it/2012/03/pia-deidda-e-cantavamo-alla-luna.html
http://caffealvetriolo.wordpress.com/2013/02/08/pia-deidda-si-racconta-agli-amici-del-caffe/
http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2011/10/05/tottus-in-pari-365-lultima-jana-intervista-alla-scrittrice-pia-deidda/
http://vimeo.com/26774921
Il mio blog:
www.lezionidibello.blogspot.it
Una raccolta di poesie:
https://docs.google.com/file/d/0B24_SQbTVU8mVk9tcFRaMEF5QW8/edit?pli=1
Una raccolta di racconti:
https://docs.google.com/file/d/0B24_SQbTVU8mTzc5SzRQdjUtTGM/edit
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