mercoledì 2 ottobre 2013
Spesso mi scrivono lettori (devo dire in questo caso più lettrici) per dirmi che le mie poesie piacciono ma alcuni versi le lasciano spiazzate nel suono. Trovano certi passaggi fastidiosi perché stridenti. Dissonanze non accettate e capite.
Così rispondo:
Ci può essere incompatibilità di "suono" fra versi? Certo, e perché no? Soprattutto se questo stridore concorda con la ricerca metaforica nel verso. Il contrasto darà fastidio all'udito ma scuoterà l'animo.
Ma basterebbe leggere qualche grande poeta dall'Ottocento ad oggi per capire che è discorso vecchio...
Così rispondo:
Ci può essere incompatibilità di "suono" fra versi? Certo, e perché no? Soprattutto se questo stridore concorda con la ricerca metaforica nel verso. Il contrasto darà fastidio all'udito ma scuoterà l'animo.
Ma basterebbe leggere qualche grande poeta dall'Ottocento ad oggi per capire che è discorso vecchio...
Poesia di Pia Deidda "Cadenzo con te la mia esistenza"
CADENZO CON TE LA MIA ESISTENZA
Pianta solitaria sul
balcone
ogni estate stremata
mi aspetta
di steli secchi
avvizzita
avida beve assetata.
Acqua presenza di
vita
breve anelito di
linfa
riprende l'attività
carnosa
sempre si rinnova.
Come ogni agosto io
ritorno qui
e cadenzo con te la
mia esistenza
sulla giostra del
tempo
che inesorabile
passa.
©
Pia Deidda 2013
Dipinto di Hassam Childe
domenica 8 settembre 2013
Poesia di Pia Deidda "Mi basta"
MI BASTA
Lo sai?
Mi inebri.
Basta
un tuo tocco
di
pensiero.
Poeta
non sei
se non
di gesti.
©
Pia Deidda 2013
Dariusz Grajek, Coppia d'innamorati
giovedì 29 agosto 2013
Contro la guerra in Siria di Gino Strada
Contro la guerra in Siria
di Gino Strada
«Questo dunque è il problema che vi presentiamo, netto, terribile e inevitabile: dobbiamo porre fine alla razza umana oppure l'umanità dovrà rinunciare alla guerra?»
Lo scrivevano Bertrand Russell e Albert Einstein nel 1955.
Sono passati quasi sessant’anni, ma l’umanità non ha ancora rinunciato alla guerra. Anzi, ancora una volta, viene presentata come l’unica opzione possibile per mettere fine a un conflitto.
Non lo è. L’abbiamo visto con i nostri occhi in Iraq, in Afghanistan, in Libia: le guerre “per la pace” hanno solo alimentato altra violenza e in questi Paesi i civili continuano a morire, ogni giorno.
Ai morti già causati dalla guerra in Siria se ne aggiungeranno altri, perché scegliere le armi oggi significa decidere sempre, consapevolmente, di colpire la popolazione civile: nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime sono sempre bambini, donne e uomini inermi.
Centinaia di migliaia di persone hanno già abbandonato la Siria per cercare rifugio nei Paesi vicini. Li abbiamo incontrati anche in Sicilia, dove i nostri medici stanno garantendo le prime cure ai profughi che stanno sbarcando sulle coste di Siracusa.
In tutti questi anni abbiamo visto che la guerra è sempre l’opzione più disumana, e inutile.
Chiediamo che l’Italia rifiuti l’intervento armato e si impegni invece per chiedere alla comunità degli Stati l’immediato intervento diplomatico, l’unica soluzione ammissibile secondo il diritto internazionale, l’unica in grado di costruire un processo di pace che abbia come primo obiettivo la tutela della popolazione siriana, già vittima della guerra civile.
L’umanità può ancora decidere di rinunciare alla guerra: difendere e praticare i diritti umani fondamentali è l’unico modo per costruire le basi per una convivenza pacifica tra i popoli.
«Questo dunque è il problema che vi presentiamo, netto, terribile e inevitabile: dobbiamo porre fine alla razza umana oppure l'umanità dovrà rinunciare alla guerra?»
Lo scrivevano Bertrand Russell e Albert Einstein nel 1955.
Sono passati quasi sessant’anni, ma l’umanità non ha ancora rinunciato alla guerra. Anzi, ancora una volta, viene presentata come l’unica opzione possibile per mettere fine a un conflitto.
Non lo è. L’abbiamo visto con i nostri occhi in Iraq, in Afghanistan, in Libia: le guerre “per la pace” hanno solo alimentato altra violenza e in questi Paesi i civili continuano a morire, ogni giorno.
Ai morti già causati dalla guerra in Siria se ne aggiungeranno altri, perché scegliere le armi oggi significa decidere sempre, consapevolmente, di colpire la popolazione civile: nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime sono sempre bambini, donne e uomini inermi.
Centinaia di migliaia di persone hanno già abbandonato la Siria per cercare rifugio nei Paesi vicini. Li abbiamo incontrati anche in Sicilia, dove i nostri medici stanno garantendo le prime cure ai profughi che stanno sbarcando sulle coste di Siracusa.
In tutti questi anni abbiamo visto che la guerra è sempre l’opzione più disumana, e inutile.
Chiediamo che l’Italia rifiuti l’intervento armato e si impegni invece per chiedere alla comunità degli Stati l’immediato intervento diplomatico, l’unica soluzione ammissibile secondo il diritto internazionale, l’unica in grado di costruire un processo di pace che abbia come primo obiettivo la tutela della popolazione siriana, già vittima della guerra civile.
L’umanità può ancora decidere di rinunciare alla guerra: difendere e praticare i diritti umani fondamentali è l’unico modo per costruire le basi per una convivenza pacifica tra i popoli.
mercoledì 28 agosto 2013
Poesia di Pia Deidda "Il mare portava sulla riva sorprese"
IL MARE PORTAVA SULLA RIVA SORPRESE
(a Gemma)
Dopo la mareggiata
il mare portava sulla riva sorprese,
curiosa osservavo i regali
donati dal dio dei marosi.
Trovavo con gran meraviglia
della madreperla conchiglie
frammenti di rosso corallo
bianchi e scarni ossi di seppia
radici contorte e nodose
matassine intrecciate e cuscini di alghe.
Oggi emerge la solitaria conchiglia,
una sola, una sola mi basta,
la bellezza mi vien così offerta offuscata
in mucchi di artificiali residui,
oggetti di questa società
alfine opulenta nella sua povertà.
© Pia Deidda 2013
(a Gemma)
Dopo la mareggiata
il mare portava sulla riva sorprese,
curiosa osservavo i regali
donati dal dio dei marosi.
Trovavo con gran meraviglia
della madreperla conchiglie
frammenti di rosso corallo
bianchi e scarni ossi di seppia
radici contorte e nodose
matassine intrecciate e cuscini di alghe.
Oggi emerge la solitaria conchiglia,
una sola, una sola mi basta,
la bellezza mi vien così offerta offuscata
in mucchi di artificiali residui,
oggetti di questa società
alfine opulenta nella sua povertà.
© Pia Deidda 2013
Frederic Leighton
Greek girl picking up pebbles by the sea
1871
Greek girl picking up pebbles by the sea
1871
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